Vai al contenuto
Daniele Filippi Psicologo Lucca
  • MINDFULNESS
  • TERAPIA DI COPPIA
  • PSICOLOGIA DELLO SPORT
  • CHI SONO
  • AREE DI INTERVENTO
    • Terapia Individuale
    • Terapia di Coppia
    • Terapia Familiare
    • Terapia Infanzia e Adolescenza
    • Riduzione dello Stress
    • Mental Coaching
  • BLOG
  • CONTATTI
Daniele Filippi Psicologo Lucca
  • MINDFULNESS
  • TERAPIA DI COPPIA
  • PSICOLOGIA DELLO SPORT
  • CHI SONO
  • AREE DI INTERVENTO
    • Terapia Individuale
    • Terapia di Coppia
    • Terapia Familiare
    • Terapia Infanzia e Adolescenza
    • Riduzione dello Stress
    • Mental Coaching
  • BLOG
  • CONTATTI
ragazza in ginocchio si dispera. ti spiego come salvarti dalla Depressione Maggiore

Depressione Maggiore

Rimedi contro la depressione

Prima di tutto è necessario inquadrare il significato di Depressione Maggiore alla luce degli studi eseguiti in merito. Solo in un secondo momento sarà utile indagare più a fondo questo disturbo che, a mio avviso e in base alla personale esperienza, deriva da particolare condizioni familiari e ambientali all’interno delle quali è nata la persona.

Depressione maggiore: inquadriamola

Si parla di Depressione Maggiore quando l’episodio depressivo di esordio ha una durata minima di due settimane. Durante questo lasso di tempo la persona sperimenta 5 o più di questi sintomi, fra cui “umore depresso” e “perdita di piacere” devono essere presenti.

  1. umore depresso
  2. diminuzione di interesse
  3. significativa perdita o aumento di peso non dovuto a diete
  4. insonnia o ipersonnia ogni giorno
  5. agitazione o rallentamento psicomotorio
  6. mancanza di energia
  7. senso di svalutazione o colpa profondo
  8. diminuita propensione a pensare o concentrarsi
  9. pensieri ricorrenti di morte

Un’ulteriore precisazione, la presenza dei sintomi non deve essere associata a uso di sostanze o a una recente perdita. In entrambe le circostanze la situazione dovrebbe essere inquadrata alla luce di questi due fattori.

Depressione Maggiore e incidenza sulla popolazione

La Depressione Maggiore si presenta maggiormente diffusa tra la popolazione femminile, in un’età compresa tra i 25 e i 40 anni  e si stima che almeno 1 persona su 6 potrà andare incontro ad un episodio almeno 1 volta nella vita. In alcuni casi la remissione è completa, in altri casi tende a cronicizzare. Secondo l’O.M.S, la depressione sarà una delle condizioni di sofferenza maggiormente diffusa nei prossimi anni, come ho scritto nel precedente articolo dedicato a “depressione: cause, sintomi e cura“.

Depressione maggiore e farmaci: cosa fare

L’aspetto più importante da conoscere quando si pensa o decide di assumere farmaci è il seguente: non si deve avere vergogna ad assumere farmaci, MA il loro utilizzo DEVE rappresentare una “stampella” che aiuta a “tirarsi su” in un momento difficile, non devono in alcun modo rappresentare l’unica via per il trattamento della Depressione o rimanere come una dipendenza. Per questo prima di rivolgerti ad uno Psichiatra informati bene che sia un medico competente e capace e non un “rappresentante farmaceutico”.

Ad oggi, da quel che si evince dagli studi, i  più efficaci sono gli SSRI e gli SNRI ovvero farmaci selettivi che agiscono sui neurotrasmettitori come Serotonina e Noradrenalina.  Il loro vantaggio deriva dal fatto che abbiano meno affetti collaterali. La Paroxetina e la Sertralina sono i più diffusi.

Vediamo cosa succede oltre alle informazione generali

Di seguito ti porto dentro alle dinamiche che portano una persona a sviluppare una sindrome depressiva. La condizione familiare in cui nasce il futuro depresso, nella maggior parte dei casi, è tale per cui i valori e le credenze familiari, culturali etc … diventano ben presto “ciò che è bene” e “ciò che deve essere”. Questo cosa comporta?

In altre parole c’è una profonda attenzione alla apparenze e una profonda incapacità di ascolto delle esigenze dei singoli componenti. Si tratta di famiglie o fredde, dove “non si parla di cose brutte” o famiglie più velatamente fredde, in cui sembra che si possa parlare di tutto quando in realtà la sensazione prevalente è quella di “camminare sulle uova” proprio perchè gli argomenti di carattere personale raramente sono affrontati.

In queste famiglie spesso il dovere viene prima del piacere nella misura in cui l’obbedienza e l’ottemperanza agli obblighi è di primaria importanza. Difficile opporsi a queste sottili dinamiche perchè la minaccia tacita di squalifica è sempre possibile. Il clima è quello di una gentile e corretta cordialità che definisce relazioni superficiali e fredde.

Ecco che il futuro Depresso svilupperà si’ una capacità di stare a contatto con gli altri, ma sacrificherà se stesso, i suoi interessi e i suoi desideri sull’altare del “devo fare così perchè così è giusto”.. non sempre perchè lo voglio. A lungo andare la persona svilupperà un profondo senso di delusione verso sé stesso dovuto all’incapacità di rispondere ai propri personali bisogni. L’assenza di valorizzazione e la reticenza familiare a apprezzare gli sforzi fatti fin da bambino crea una persona all’apparenza adeguata, ma all’interno profondamente insicura.

L’immagine del depresso sprofondato nella malattia è quella di una persona schiacciata dai sintomi che però rappresentano solo la punta dell’iceberg rispetto al peso insopportabile dell’ipersocialità  che lo schiaccia, riducendolo alla frustrazione e al fallimento.

Conclusione

Come hai avuto modo di capire nei paragrafi precedenti, i sintomi che il depresso porta con sé non sono altro che la punta di un iceberg rispetto a sentimenti di svalutazione interna coi quali la persona cresce e che quindi non derivano da patrimonio genetico o da altro. Le condizioni di crescita concorrono a determinare la nascita di una sintomatologia, in particolare

  1. valori e credenze intransigenti nella sfera cognitiva
  2. rituali rigidi in quella pragmatica
  3. clima emotivo freddo in quella emotiva

Laddove la persona riesca col tempo a incamerare una riflessione personale su queste dinamiche e iniziare un percorso di terapia individuale di valorizzazione del sé, le probabilità di uscire fuori dalla depressione sono alte! Se hai domande o desideri saperne di più di questo argomento, contattami!

 

 

 

Navigazione articoli
← Precedente Articolo
Successivo Articolo →

Dott. Daniele Filippi

Vuoi farmi delle domande ? CONTATTAMI

Categorie articoli

  • Affrontare malattie organiche
  • Ansia, come affrontarla
  • Attacco di panico
  • Bambini e adolescenti: sintomi e soluzioni
  • Come affrontare il lutto
  • Disturbi di Personalità
  • La mappa delle emozioni: autostima e pensiero positivo
  • Mental Coaching
  • Mindfulness e Mindful-Eating
  • Rimedi contro la depressione
  • Terapia di Coppia
  • terapia familiare

Articoli in evidenza

  • Recuperare la salute: come guarire dal cancro borderline.
  • Quando è il momento di iniziare una terapia di coppia
  • Come praticare la Mindfulness
  • Mindful-Eating, quarta settimana
  • I sintomi della Depressione

Seguimi su

© 2021 Dott. Daniele Filippi Psicologo e Psicoterapeuta a Lucca  |  info@danielefilippi.it | P.IVA 02522620463

Privacy Policy e Cookie Policy

whatsapp-logo